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In scena al Teatro Manzoni di Roma “Lilly la vagabonda”

 di Maura Guida

In scena, al Teatro Manzoni di Roma, “Lilly la vagabonda”, una pièce di A.R. Gurney, per la regia di Maria Cristina Gionta, interpretata da Rita Forte, la cagnolina; Pietro Longhi e Milena Miconi, una coppia in crisi; e Riccardo Castagnari, nei panni di tre differenti personaggi.

Una commedia elegante e piena di humor, che racconta di come la vita possa essere rimessa in discussione dall’arrivo inaspettato di un amico a quattro zampe, che con la sua spontaneità rompe gli schemi di una realtà borghese, fa riscoprire la semplicità dell’istinto e dell’amore, e riesce a creare collegamenti tra persone che altrimenti mai avrebbero avuto modo di incontrarsi, in un mondo che sempre più si rivela estraneo e impersonale.

Molte sono le storie che hanno come protagonista un cane, ma in questo caso la novità è rappresentata dal fatto che Lilly sia interpretata da un’attrice, che abbia una voce propria, che sia quindi in grado di interagire autonomamente con il mondo degli umani, e che con la sua libertà animale, incapace di fingere, libera dai vincoli strutturali, rompe quel muro di incomunicabilità e distanza nel quale era precipitato Giorgio. E’ lei la vera protagonista, quella che riuscirà a riunire i suoi padroni e a favorire un’analisi accurata del vivere attuale. Come ci ha detto la Regista, “tutti quelli che hanno i cani sostengono che al mio manca solo la parola, ebbene noi gliela abbiamo data la parola, per imparare qualcosa dalla loro capacità intuitiva.”

La commedia è inoltre anche la storia di un uomo in crisi con il lavoro, nel quale non si riconosce più e che improvvisamente si crea scrupoli morali “ Vogliono che mi occupi di valute. Mi sa di gioco sporco”, obietta Giorgio alla moglie che lo accusa di aver perso interesse nella sua professione. L’incontro con la bastardina cambia il suo destino, lo porta ad interagire con la natura, e nelle lunghe passeggiate e nelle soste al parco, lo rende sensibile a cose e persone che non considerava da troppi anni.

Il testo risulta così essere una mirabile opera di fantasia, di sarcasmo, di umorismo, mantenendo però un occhio indagatore nei confronti dell’aspetto psicologico della nostra società, attenta alla superficialità delle relazioni pubbliche, e noncurante dell’ importanza dei rapporti intimi e fondamentali. Il tutto con leggerezza, mantenendo per l’intera durata della commedia il sorriso, divertendoci con battute ben calibrate, e accompagnandoci con la splendida voce di Rita Forte e delle sue canzoni.

Quanto sia importante condividere la vita con un cane è cosa chiara per chi ha fatto questa scelta, ma per quanti ancora non lo sapessero, Lilly la vagabonda può essere un’ottima guida di introduzione.