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Mattarella a San Patrignano: “In Italia si respira solidarietà”

Qui si respira solidarietà, e questo è un patrimonio del nostro popolo“. Sono queste le parole scelte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per parlare ai 1.300 ragazzi nel refettorio di San Patrignano, in occasione dei 40 anni della comunità di recupero per giovani in difficoltà attiva nel riminese. “La nostra cultura, la nostra storia, la bellezza del nostro Paese non sarebbero così grandi né così apprezzati nel mondo senza questo dato, questo valore della solidarietà”, ha ricordato il presidente della Repubblica.

Mattarella, parlando ai ragazzi della comunità fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978, ha poi spiegato che “a volte di fronte alle difficoltà della vita, della convivenza, anche di fronte a mutamenti profondi e tumultuosi del nostro tempo si rischia di pensare che chiudersi in se stessi e scivolare nella solitudine possa essere un rifugio. È debole e triste”. Per il capo dello Stato, inoltre, “le preoccupazioni vanno comprese, nessuno ha il diritto di ignorarle, ma non ci si può arrendere alla paura”.  La visita di Mattarella è iniziata dal centro medico della struttura, nato nel 1994 per far fronte all’emergenza Aids e delle malattie legate all’uso di droga dei ragazzi che entravano in comunità. Poi il presidente della Repubblica ha visitato la tessitura, uno dei settori di formazione professionale degli ospiti, e infine il centro minori femminile. Al clou della visita, proprio l’incontro nella grande sala da pranzo con i 1.300 ragazzi della comunità a cui Mattarella ha rivolto il suo discorso e un invito: quello a “non cedere a droghe vecchie e nuove”.

La visita di Mattarella a San Patrignano cade nella 31esima Giornata mondiale per la lotta alla droga. E proprio per l’occasione, da San Patrignano lanciano un avvertimento: è allarme droga tra gli adolescenti. Secondo i dati, una persona adulta su dieci, nell’ultimo anno, ha fatto uso di droghe. Ma più si abbassa l’età e più aumenta la fascia di popolazione a rischio, soprattutto tra la popolazione studentesca: uno studente su quattro (25,9%) ha fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno.

Per l’Osservatorio di San Patrignano, in questo quadro, per un giovane su due che entra in comunità il primo contatto con le sostanze stupefacenti avviene già a 14 anni. Fra i nuovi entrati, la droga più utilizzata è la cocaina, mentre al secondo posto c’è la cannabis. Nello specifico, a San Patrignano gli ingressi nel 2017 sono saliti dell’8,8% rispetto al 2015, l’età media è di 28 anni ma ci sono anche minorenni. Nata sulle colline riminesi, la comunità ha accolto in 40 anni oltre 26mila ragazzi e ragazze, e ne ospita oggi 1.300 (di cui il 20% è donna). Secondo quanto riportato dagli studi delle Università di Urbino, Bologna e Padova, la percentuale dei ragazzi che al termine del percorso non ricadono nel problema della droga è tra le più alte in Europa: “Da 40 anni ci occupiamo ogni giorno di aiutare ragazzi a sconfiggere la loro dipendenza e ridare loro la possibilità di recuperare l’autostima e una vita piena in cui possono realizzarsi”, spiega Antonio Tinelli, presidente della comunità.