Catalogna, Rajoy: “Attacco sleale e pericoloso, verso stop autonomia”

di | 12 ottobre 2017 | esteri | 0 commenti

Affondo del premier spagnolo Mariano Rajoy contro la Catalogna, il giorno dopo il discorso al parlamento di Barcellona del presidente catalano Carles Puigdemont, che ha dichiarato l’indipendenza ma l’ha sospesa per favorire il dialogo con Madrid.

Sul tavolo di Rajoy due articoli della Costituzione spagnola, il 155 che consentirebbe di sospendere l’autonomia catalana, e il 116, che permette di istituire lo ‘stato di eccezione’ in una parte del territorio dello stato, possono essere usati dal premier Mariano Rajoy se opta per la mano dura con la regione ribelle. Per l’applicazione del 155 ci vuole il via libera del senato, dove il Pp di Rajoy ha la maggioranza assoluta, per il 116 è necessario quello del Congresso, dove Rajoy è minoritario.

Il premier spagnolo ha tenuto una conferenza stampa alla fine dei lavori del consiglio dei ministri straordinario: ‘Puigdemont confermi se ha dichiarato la secessione’. La richiesta di chiarimento rivolta al presidente catalano è il primo passo previsto dalla legge prima che il governo possa chiedere al Senato l’attivazione del 155. L’ultimatum di Rajoy a Puigdemont scade lunedì: è il tempo massimo per la risposta del leader catalano indicato nella lettera inviata da Rajoy a Puigdemont e ricevuta questo pomeriggio, riferisce Efe, dal governo di Barcellona.

Parlando successivamente in Parlamento, il premier spagnolo ha criticato duramente il governo della Catalogna di Puigdemont: “Un attacco sleale e pericoloso alla Costituzione, all’unità della Spagna e alla convivenza pacifica dei cittadini”. “Il governo autonomo non ha rispettato la legge e le sentenze della Corte”, ha sottolineato, riferendosi al referendum del primo ottobre. “E’ un momento grave per la nostra democrazia”, ha detto ancora il premier spagnolo. “Si stanno mettendo in discussione i principi di una società democratica”, ha aggiunto Rajoy, convinto che “non può esserci una mediazione fra la legge democratica e l’illegalità”. Rilevando, inoltre, che la Costituzione vieta di negoziare “sulla titolarità della sovranità nazionale. Devono tenerne conto i mediatori di buona volontà che si sono proposti”.

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