Caso Savoia, Grasso: esclusa la tumulazione al Pantheon

di | 18 dicembre 2017 | attualità, politica | 0 commenti

L’Italia non riesce a fare i conti con la sua Storia. Ancora una volta il nostro Paese si divide su questioni del passato e ancora una volta non riesce a guardare avanti, unito. Il rientro delle spoglie di Vittorio Emanuele III è l’ennesima occasione per uno scontro inutile e divisivo.

“Ho letto e sono convinta che le istituzioni su questo, come ci hanno dimostrato negli ultimi anni, sapranno prendere la posizione giusta. Sarebbe veramente uno scempio mettere la salma vicino a questo luogo che è stato quello della deportazione di tanti ebrei italiani“. Lo ha detto la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, interpellata a margine della presentazione del restauro del Portico d’Ottavia, sul desiderio di parte di casa Savoia di seppellire Vittorio Emanuele III al Pantheon.

Restano dunque alte le polemiche per il ritorno in patria delle spoglie del re. La salma è arrivata nel Santuario di Vicoforte, dove ha trovato posto accanto a quella della moglie, Elena, già traslata nei giorni scorsi da Montpellier. Le spoglie sono giunte a Cuneo con un volo dell’Aeronautica militare dall’Egitto. C’è chi lo vorrebbe tumulato nel Pantheon a Roma. La Comunità ebraica tuona: fu complice “di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l’ascesa” che ‘genera profonda inquietudine”. Sinistra e Liberi e Uguali chiedono perché “sia stato usato un aereo dell’ Aeronautica militare, un volo di Stato”, che, per Carlo Smuraglia “urta le coscienze”. Emanuele Filiberto: “da Savoia errori ma guardare avanti”.

“In un’epoca segnata dal progressivo smarrimento di memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine, anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari”, tra cui “gli 80 anni dalla firma delle Leggi Razziste”. Lo sottolinea la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, ricordando che “Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l’ascesa”.

E per il presidente onorario dell’Anpi, Carlo Smuraglia, “portare la salma in Italia con solennità e volo di Stato è qualcosa che urta le coscienze di chi custodisce una memoria storica. Quella dei Savoia è una vicenda chiusa”. Invece, per il rettore del Santuario di Vicoforte, don Meo Bessone, il rimpatrio delle salme di Vittorio Emanuele III e di Elena di Savoia “può rappresentare dal punto di vista civile un’occasione di riconciliazione nazionale”.

Il presidente del Senato Piero Grasso però esclude il Pantheon come destinazione finale del feretro: “Un paese maturo e democratico deve saper fare i conti con il proprio passato. Le responsabilità prima, durante e dopo l’avvento del fascismo, così come la firma delle vergognose leggi razziali, non consentono alcun revisionismo”, afferma in una nota. “Il rientro della sua salma in italia, essendo stata esclusa categoricamente la possibilità della tumulazione al Pantheon – aggiunge-, è un mero atto di umana compassione senza alcun onore pubblico, gestito con prudenza e sobrietà”.

 

Oggi nel Santuario di Vicoforte arriverà in visita l’erede al trono, Vittorio Emanuele: un “omaggio alle sepolture provvisorie dei miei nonni”. Parole che confermano la divisione in Casa Savoia tra chi, come lui, per le spoglie dei sovrani vorrebbe definitivamente il Pantheon e chi si contenta della basilica piemontese: è stato soprattutto per volontà di Maria Gabriella, sorella di Vittorio Emanuele, che le spoglie dei due sovrani sono state riunite a Vicoforte. Vittorio Emanuele III è stato portato su suolo italiano a settant’anni dalla morte, due giorni dopo l’arrivo, da Montpellier, della regina Elena.

 

A chiedere al presidente della Repubblica di interessarsi per far rientrare in Italia le spoglie di Vittorio Emanuele III è stata la famiglia Savoia e Mattarella si è rivolto al governo per il supporto necessario. Sarebbe stato altrimenti molto difficile, infatti, viene rilevato in ambienti del Quirinale, organizzare il trasferimento dall’Egitto all’Italia.

 

 

 

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