Caso Berlusconi, lunedì 9 si riunisce la Giunta per le elezioni del Senato ma la seduta non sarà decisiva

di | 4 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Caso Berlusconi, lunedì 9 si riunisce la Giunta per le elezioni del Senato ma la seduta non sarà decisiva

CavLa Giunta delle elezioni del Senato si riunirà lunedì 9 settembre, alle ore 15 per affrontare il caso Berlusconi. Ma è molto probabile che non si concluderà con un voto perché, subito dopo l’avvio della discussione, ci sarà un nuovo ufficio di presidenza. Questa, almeno, è la chiave di lettura offerta ai giornalisti da Enrico Buemi, senatore Psi, al termine della seduta dell’Ufficio di presidenza di oggi. L’esponente politico ha poi aggiunto: “C’è chi, il Movimento 5 stelle, va avanti con la pelle di leopardo e con la clava in mano, io non sono disponibile a questo. Andare a oltranza lunedì vorrebbe dire andare alla guerra. Ci vogliono invece tempi adeguati come per tutti i processi perché la Giunta è un organo giurisdizionale. Dopo la relazione del relatore, che nessuno può conoscere ora, io la leggerò con attenzione e prenderò la mia deliberazione. Lunedì ci sarà un nuovo Ufficio di presidenza per decidere le sedute successive”.
Il presidente dell’organismo Dario Stefano si è detto “fiducioso che in esito alla proposta del relatore e di eventuali interventi la Giunta determinerà una data che ci consenta di tenere insieme la necessità di non dilazionare i tempi con quella di produrre approfondimenti sugli elementi proposti dal relatore”. A chi gli chiedeva i tempi l’esponente di Sel ha risposto di non sapere se il voto arriverà entro settembre: “Non sono in grado di valutare la tempistica, non abbiamo un termine, il regolamento non lo prevede”.
Nel frattempo, mentre al di là di queste scaramucce procedurali, i partiti si confrontano nel merito della vicenda. Per il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani “riflettere sulla costituzionalità della legge Severino è un obbligo per chi crede nella democrazia e nel rispetto del diritto. Tanto più quando anche un ministro tecnico autorevole come la Cancellieri, responsabile del dicastero della Giustizia, dichiara apertamente che su una vicenda così delicata non si può non tener conto dei pareri di prestigiosi giuristi, di grande competenza e non sospettabili di partigianeria, che hanno espresso dubbi sulla costituzionalità della legge. Di fronte a questa autorevole riflessione, ci auguriamo che gli esponenti del Pd non facciano prevalere la logica del pregiudizio e non si chiudano in una infruttuosa e pericolosa sordità”.

 

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