Carrello sempre più vuoto: calano ancora i consumi alimentari

di | 2 ottobre 2013 | economia | Commenti disabilitati su Carrello sempre più vuoto: calano ancora i consumi alimentari

carrello vuotoLa crisi economica si sente sempre di più e gli italiani risparmiano sulla spesa. Il carrello è quasi vuoto: nei primi otto mesi dell’anno i consumi alimentari sono calati dell’1,8 per cento. Lo segnala la rilevazione Ismea/Gfk-Eurisko. Soltanto pasticceria, uova e formaggi incrementano le vendite. Per il resto, flettono pasta, latte, frutta e ortaggi, ma anche pesce, olio e vino.

Una raffica di segni meno che ha investito i consumi alimentari della famiglie italiane da inizio anno fino a tutto il mese di agosto. Un calo complessivo dell’1,8 per cento in quantità e del 3,7 per cento nella spesa rispetto ai primi otto mesi del 2012. Variazioni positive – spiega l’Ismea – emergono solo per i prodotti del reparto pasticceria e biscotteria (+2,3 per cento in volume), per le uova (+1,7 per cento) e per i formaggi (+0,9 per cento), mentre i vini crescono solo in termini di spesa (+3,6 per cento) a causa dei rincari registrati in tutte le fasi di scambio.

Più in dettaglio, i consumi di pasta si riducono di circa l’1 per cento con una contrazione della spesa che sfiora il 9 per cento per effetto dell’elevata incidenza delle promozioni e dello spostamento degli acquirenti verso format distributivi più convenienti, come i discount. In calo anche le carni fresche sia in termini di volumi (-2,4 per cento) sia di spesa (-1,4 per cento). La flessione è principalmente dovuta alla diminuzione dei consumi di bovino (-4 per cento circa in volume e in valore), conseguente a uno spostamento degli acquisti sia verso altre tipologie di carni di prezzo inferiore (suina e avicola in particolare), sia verso le uova. Nel complesso – prosegue l’analisi dell’istituto – si riducono anche gli acquisti di lattiero-caseari (-2,2 per cento in volume, -3,8 per cento in valore), sui quali pesa la significativa flessione del latte fresco che cede il 4 per cento dei quantitativi acquistati e il 7,5 per cento degli incassi.

Per l’ittico i consumi si riducono del 3,5 per cento in volume e del 12,5 per cento in valore, con performance particolarmente negative per il pesce fresco (-4,8 per cento e -18,4 per cento). Rilevante anche la contrazione degli oli extra vergini di oliva, che arretrano di quasi il 10 per cento in quantità e di un 9 per cento circa in termini monetari.

Più leggero il carrello anche per frutta e ortaggi. Le variazioni oscillano dal meno 3 per cento della frutta fresca (sia in volume che in valore), al meno 1,8 per cento degli ortaggi (-2,3 per cento la spesa). Da rilevare l’inversione di tendenza degli ortaggi di IV gamma, comparto che fino al 2012 era sempre cresciuto. Nei primi otto mesi del 2013 gli acquisti hanno subito una contrazione su base annua del 3,5 per cento, nonostante la forte diminuzione dei prezzi medi al consumo (-7,5 per cento la spesa).

Comments are closed.