Caroprezzi, pagato l’affitto non resta nulla per il resto

di | 2 ottobre 2013 | economia | Commenti disabilitati su Caroprezzi, pagato l’affitto non resta nulla per il resto

affittoCasa in affitto, meglio di no. In Italia il mercato degli affitti continua ad essere molto caro. Basta pensare che il costo medio per affittare un appartamento di 75 mq, in una grande città, è superiore ai mille euro.

Secondo Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc, associazione che difende i consumatori e tiene sotto controllo il mercato delle locazioni in Italia ed in Europa, ” la spesa per l’affitto di un appartamento in Italia è in grado di assorbire mediamente il 74% del reddito di una singola persona”.

Santini sottolinea che si tratta di “un dato che ci allontana sensibilmente dalla media europea, dove un singolo cittadino spende solo il 59% del proprio reddito per un affitto. In Europa difatti, nonostante il costo al metro quadro sia del 17% più elevato, i redditi maggiori riescono a non subire eccessivamente il peso della locazione.

La differenza, prosegue l’analisi di Santini, “è tutta nel reddito, in Italia l’introito netto mensile per un lavoratore è inferiore del 48% della media in Europa. Solo in Francia e in Inghilterra l’impatto sul reddito è maggiore, rispettivamente al 75% e al 79%, ma sono anche Paesi in cui il 17-18% delle abitazioni sono in housing sociale, con costi contenuti per sostenere il diritto di alloggio a famiglie e cittadini meno abbienti. In Italia invece questa soluzione è prevista solo nel 5% dei casi”.

Il presidente dell’ Adoc sollecita affinché “venga calmierato il mercato delle case in affitto” . Ma c’è di più: “occorre garantire un’alternativa credibile per le famiglie meno abbienti, che non hanno casa nè possono pensare di comprarla, soprattutto nelle grandi città. Dato che il sistema bancario è restio a concedere mutui e prestiti alle famiglie l’attenzione va posta sulle locazioni”. “Soprattutto gli Enti Locali e le Regioni devono prevedere incentivi sulle case in affitto, calmierando il mercato portando il costo delle locazioni a livelli medio bassi, sempre garantendo il mercato libero –  aggiunge il presidente – crediamo che questo possa essere un investimento sia sociale sia economico, che andrebbe incontro alle richieste delle famiglie più in difficoltà e ridarebbe fiato a un mercato, quello immobiliare, in forte crisi. Inoltre -conclude Santini- porrebbe un freno alle infiltrazioni della malavita in questo settore”.

Nel frattempo per difendersi dal caro affitto i giovani italiani, anche una volta terminati gli studi universitari, preferiscono affittare una stanza in un appartamento in condivisione piuttosto che andare a vivere da soli.

Secondo uno studio condotto dal portale immobiliare l’idealista la domanda d’affitto in condivisione è addirittura triplicata nell’ultimo anno. Si è, infatti, registrato un aumento della richiesta del 231% a fronte di un aumento dell’offerta di stanze in affitto pari al 66% (3.843 annunci). In più sembrerebbe che il fenomeno non riguarda soltanto giovani e studenti perché due utenti su tre tra quelli che scelgono di condividere l’abitazione sono trentenni e quarantenni.

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