Caro ministro Cancellieri grazie. Ma è il caso di lasciare…

di | 17 novembre 2013 | editoriali | 0 commenti

cancellieriIl ministro Cancellieri ha commesso un errore. E in tutte le democrazie mature uno sbaglio del genere si paga con le dimissioni dalla carica. Anzi in Europa ci si dimette per molto di meno.

Detto questo, una caduta di stile (istituzionale) non cancella quanto di buono l’ex prefetto ha fatto nel corso della carriera e nelle vesti di ministro della Repubblica. Se – e lo diciamo senza alcuno spirito di militanza – l’interessamento alle vicende della detenuta eccellente fosse arrivato da un esponente di un partito come il Pdl ci sarebbe stata una levata di scudi senza precedenti.

Ci rendiamo conto che la sopravvivenza del governo delle larghe intese si basa su equilibri molto sottili, ma è giunto il momento, se davvero vogliamo che il Paese esca dalle sabbie mobili, di rinunciare a difendere chi, in tutta onestà, è indifendibile.

Fare un passo indietro – pensiamo al Papa emerito Benedetto XVI – non è un gesto di resa e di abbandono.

È umano interessarsi della sorte di persone che si conoscono, ma un esponente dell’esecutivo nazionale avrebbe dovuto comportarsi in modo diverso. A nulla rileva, dal punto di vista politico, il fatto che l’obiettivo della scarcerazione della interessata sia stata raggiunto senza che l’azione del ministro giungesse a compimento. Analogo discorso vale per la ormai celeberrima telefonata dell’ex premier Silvio Berlusconi alla Questura di Milano che ha dato origine al cosiddetto “caso Ruby”.

Tutti sostengono la necessità di un cambio di rotta della politica. Ma quando dalle parole si deve passare ai fatti ognuno preferisce badare al proprio orticello, piuttosto che lavorare per realizzare il bene comune. Di questo passo non ci si deve lamentare se i comuni mortali preferiscono disinteressarsi di tutto ciò che riguarda la politica…

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