Carceri, Sappe: bene approvazione mozione alla Camera, ora provvedimenti concreti

di | 4 marzo 2014 | Senza categoria | 0 commenti

carceri“Mi sembra un fatto positivo l’approvazione, oggi alla Camera dei deputati, della mozione sulle carceri messa a punto dalla commissione Giustizia a seguito del messaggio inviato alle Camere dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo scorso 8 ottobre. Peccato non sia avvenuta con la più ampia maggioranza, e quindi non solo con i voti dei deputati della maggioranza e di Sel”. Lo dichiara il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che avverte: “Ora si dovrà con urgenza riempire di contenuti il documento approvato e mettere in campo i necessari interventi legislativi. Anche perché mancano poche settimane al 28 maggio, termine ultimo fissato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo allo Stato italiano per porre rimedio alla grave situazione penitenziaria italiana”.
“Il sovraffollamento penitenziario vuol dire non solo condizioni disumane per i detenuti, ma stress e disagi anche per chi in carcere lavora in prima linea, come le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria” sottolinea Capece. “Come primo e più rappresentativo sindacato dei Baschi azzurri – aggiunge – sosteniamo quel che evidenziò la Commissione mista per lo studio dei problemi della magistratura di sorveglianza. Se si rimuovessero gli ‘sbarramenti’ alle misure alternative al carcere e si incentivassero gli interventi per il reinserimento sociale, se si usasse sempre come ‘extrema ratio’ la custodia cautelare, se si ‘bonificasse’ l’ordinamento penitenziario dagli automatismi preclusivi e si desse più ampio margine di manovra alla magistratura di sorveglianza, le presenze stabili di detenuti all’interno delle carceri potrebbero scendere dalle cinquemila alle diecimila unità nel giro di un anno”.
In questo modo secondo il Sappe “si avrebbe un calo del flusso annuale di detenuti stimabile tra le 15 mila e le 20 mila unità, con un consistente aumento delle misure alternative alla detenzione in oltre diecimila casi in un anno”.
“Così come risultati importanti si potrebbero ottenere garantendo ai tossicodipendenti un più facile accesso all’affidamento terapeutico, tenuto conto che le detenzioni per stupefacenti riguardano oggi oltre 26 mila persone, il 40% della popolazione carceraria, e prevedendo l’espulsione per gli stranieri detenuti in Italia che devono scontare meno di tre anni di carcere”, conclude Capece.

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