Carceri, Orlando: rispetteremo la scadenza di Strasburgo

di | 26 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

Man Behind Bars”Ce la faremo. Ce la dobbiamo fare. Non farcela vorrebbe dire che non riusciamo ad affrontare un elemento che costituisce un tratto di civiltà per un Paese, o di inciviltà, viste le condizioni in cui sono state per molto tempo le nostre carceri”. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, di ritorno da Strasburgo, ribadisce ai microfoni di ‘Prima di tutto’ su Radio Uno la convinzione di rispettare gli impegni con la Corte di Giustizia Ue, che ha dato all’Italia tempo fino alla fine di maggio per risolvere l’emergenza carceri.

”Ce la dobbiamo fare anche per la nostra immagine alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell’Unione . Una condanna di quel genere vorrebbe dire davvero raccontare un tratto poco edificante del nostro Paese. Per questo – assicura il guardasigilli – siamo impegnati con tutte le nostre forze. E’ stato il mio impegno principale dal momento in cui mi sono insediato, come lo era stato anche per mio predecessore”.

”Credo che la strada maestra è quella di costruire misure alternative alla detenzione in carcere, che al momento non funzionano abbastanza”, spiega il ministro. ”Riteniamo che ci debba essere una crescita in questa direzione anche utilizzando tutte le convenzioni già realizzate per il lavoro che si accompagna alla detenzione. Perché quello che ci contesta Strasburgo – precisa il Guardasigilli – non sono soltanto i metri quadrati in cui un detenuto vive ma anche il modo in cui si sta in carcere, un modo inattivo per cui i detenuti non svolgono alcun tipo di attività né di lavoro o studio. C’è da sviluppare questo filone”. ”Stiamo lavorando anche su alcune questioni amministrative – ricorda Orlando – Da un lato convenzioni con le Regioni perché i detenuti tossicodipendenti possano scontare la pena in comunità di recupero, dall’altro sui rimpatri dei detenuti stranieri, che sono circa un terzo della popolazione carceraria”.

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