Carceri, il ministro Orlando: c’è rischio di ricadute drammatiche, anche sui conti

di | 25 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

andrea-orlandoIl ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha definito “drammatiche” le ricadute che l’Italia rischia di avere sia sul suo sistema che sul suo bilancio se non affronterà le questioni che pendono attualmente davanti alla Corte europea dei diritti umani, e che riguardano sia il sovraffollamento carcerario che la durata dei processi.

“L’Italia ha un notevolissimo e crescente contenzioso che giace di fronte alla Corte europea dei diritti umani e che purtroppo e’ in fase di crescita dal punto di vista dei numeri”, ha detto dopo aver incontrato i vertici della Corte di Strasburgo. “Per la questione carceri e quella della durata dei processi l’Italia è nel complesso in una situazione che deve affrontare, pena una serie di ricadute sul nostro sistema e anche sul nostro bilancio che rischiano di essere drammatiche, significative e assai incisive”, ha sottolineato Orlando.

Il ministro ha specificato poi che lui è venuto oggi ad illustrare l’insieme delle misure strutturali che sono state assunte e sono in fase di adozione per affrontare il tema del sovraffollamento. Ma Orlando si è anche impegnato a tornare nell’arco di un mese per affrontare il tema dei possibili rimedi – tra cui risarcimenti – alla luce anche dei risultati che saranno stati ottenuti con gli interventi di tipo strutturali.

In generale, Orlando ha dichiarato che “a oggi mi sento di dire che non saranno necessari provvedimenti eccezionali” quali amnistia e indulto: sarebbero “un fallimento”. Ma “sono per non escludere niente perché stiamo facendo una trattativa molto difficile per verificare se i trend di questo periodo proseguiranno e ci porteranno a una soluzione condivisa”.

Infine ha fatto presente che in Italia ci sono al momento circa diecimila detenuti in sovraffollamento, per cui si è registrato un dimezzamento delle cifre di circa 20 mila detenuti in sovraffollamento registrati dalla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che nel gennaio 2013 ha condannato l’Italia per violazione dei diritti dei detenuti. “Avevamo una forbice di quasi 20 mila, che attualmente e’ dimezzata. Con i provvedimenti che il Parlamento ha già all’esame, il gap si può ulteriormente ridurre,” ha concluso il ministro.

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