Capitale umano: ogni italiano vale 342 mila euro, lo dice l’Istat

di | 24 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

Competizione SimbolicaOgni italiano varrebbe circa 342 mila euro in termini di capitale umano. Lo stima l’Istat, che diffonde per la prima volta “informazioni sperimentali circa il valore monetario attribuibile allo stock del capitale umano”, cioè la capacità di generare reddito. La cifra, riferita al 2008, riguarda le attività di mercato. Il computo, davvero singolare, rientra nella concezione – tutta angloamericana – secondo la quale tutto si può monetizzare.
Pertanto, il valore dello stock totale di capitale umano è di circa 13.475 miliardi di euro, spiega l’Istituto statistico. Trasformando tale valore in termini pro-capite si arriva, appunto, a poco più di 340 mila euro. “La stima monetaria calcolata a livello nazionale per lo stock di capitale umano dà una misura sperimentale dell’entità di questa dotazione di capitale rispetto alla ricchezza prodotta nel Paese”, rileva l’Istituto di statistica. Ebbene, nel 2008 lo stock di capitale umano risulta pari a oltre otto volte e mezzo il valore del Pil dello stesso anno.
Anche nell’ambito del capitale umano sono forti le differenze di genere: il 66% dello stock complessivo si concentra nella componente maschile, per la quale il capitale umano pro capite è pari a 453 mila euro contro i 231 mila euro delle donne, spiega l’Istat, sottolineando quindi che la capacità di generare reddito, per le donne è ridotta quasi della metà (-49%). Il differenziale è da mettersi in relazione alle differenze di remunerazione esistenti tra uomini e donne, ma anche al minor numero di donne che lavorano e al minor numero di anni lavorati in media dalle donne nell’arco della loro vita.
Un altro divario si ritrova comparando le diverse fasce d’età: il capitale umano pro-capite di un giovane è pari a oltre 556 mila euro, contro i 293 mila euro dei lavoratori nella classe centrale (35-54anni) e ai soli 46 mila euro dei lavoratori tra 55 e 64 anni. “Va però rilevato che l’alto livello della disoccupazione giovanile nel nostro Paese”, spiega l’Istat, “suggerisce forte incertezza circa la possibilità per i giovani di inserirsi nei processi produttivi”. Ed “è quindi possibile che sia realistico rivedere al ribasso la stima dei redditi da lavoro attesi e di conseguenza quella del valore del capitale umano complessivo del Paese”
L’Istituto statistico nel presentare il lavoro spiega come sia il risultato delle attività di ricerca sul tema della misurazione del capitale umano “conseguenti alla partecipazione dell’Istituto alla creazione di un Consorzio internazionale in ambito Ocse”. L’Italia sconta “un rilevante gap in termini di stock di capitale umano” rispetto ai “principali Paesi Ocse”, constata l’Istat. L’Italia è ultima tra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Spagna, ossia tra gli Stati che hanno aderito al progetto Human Capital dell’Ocse.

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