Candidature Pd, il caso Boschi e tutti i nomi eccellenti

di | 23 gennaio 2018 | attualità, politica | 0 commenti

Le candidature del Pd stanno diventando sempre più un “caso”, soprattutto per la curiosità di sapere dove sarà candidata la ministra Maria Elena Boschi. Per la sottosegretaria, al centro delle polemiche per il caso Banca Etruria, non è previsto un collegio maggioritario, ma sarà inserita nel proporzionale in almeno due regioni. Una è il Trentino Alto Adige, l’altra deve essere decisa.

Riguardo le altre candidature, nel frattempo, Matteo Renzi incassa il “no” del virologo Roberto Burioni all’offerta di una candidatura ma ottiene il “sì” del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del titolare degli Interni Marco Minniti alla corsa nel maggioritario, il primo a Siena, il secondo (probabilmente) a Pesaro. Il leader Dem, dopo un’intervista questa mattina all’emittende radiofonica fiorentina Controradio, è rimasto al lavoro nel suo ufficio al Nazareno, per il rush finale verso la chiusura di liste elettorali e programma. Entrambi saranno portati nella direzione Dem che dovrebbe essere convocata nella tarda serata di giovedì o, al più tardi, venerdì.

Un’incertezza, quella sulla convocazione della riunione, legata alla conclusione del “puzzle” delle candidature, che si va definendo, ma non senza difficoltà e resistenze. “Ci saranno morti e feriti”, ironizza un dirigente Dem, riferendosi ai parlamentari uscenti (e saranno tanti) che non troveranno posto alla Camera e al Senato nella prossima legislatura. Del resto i posti disponibili saranno meno rispetto a quelli conquistati alle elezioni del 2013 e c’è da far spazio agli alleati e anche a non parlamentari ed esponenti della società civile. Tra questi non ci sarà dunque Burioni, che in un post su Facebook ha ringraziato Renzi, declinando però l’offerta di un posto. “Ho ritenuto – ha spiegato – che la cosa migliore sia rimanere al di fuori del Parlamento, mettendo i miei studi scientifici e la mia capacità di comunicare a servizio di chiunque combatte per la verità contro le bugie”.

Saranno candidati invece il pediatra napolitano Paolo Siani a Napoli; Giuseppe Vacca, presidente dell’Istituto Gramsci; il responsabile organizzazione del partito Andrea Rossi; la scienziata Anna Grassellino; il sindaco di Imola Daniele Manca; Gianni Pittella, presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo; il saggista renziano Giuliano da Empoli; l’economista Tommaso Nannicini; Piero Fassino e Carla Cantone, ex segretaria dello Spi Cgil. Dovrebbe essere poi candidata in un listino proporzionale delle Marche anche Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato.

In campo nel maggioritario (ma anche con paracadute proporzionale) ci saranno poi tutti i “big”, a partire dagli esponenti del governo. Il premier Paolo Gentiloni sarà in corsa nel collegio Roma 1 mentre oggi Renzi (che si presenterà al Senato a Firenze) ha annunciato che Padoan sarà in competizione nel maggioritario, a Siena, anche per dimostrare che “abbiamo affrontato la questione bancaria in modo innovativo”. Padoan sarà dunque schierato alla Camera (anche perchè al Senato il collegio senese è unito a quello di Arezzo, un territorio in cui c’è una ipersensibilità sulla questione bancaria, per il caso Banca Etruria). “Sono contento”, ha spiegato il ministro, ricordando che “Siena è stata la mia prima sede universitaria, quindi ci sono particolarmente affezionato”.

Anche il ministro Marco Minniti, dopo qualche resistenza, è stato convinto a correre nel maggioritario, ma non a Reggio Calabria. Per lui si profila la candidatura a Pesaro. Tra gli altri ministri, secondo quanto si apprende, Andrea Orlando sarà a La Spezia; Roberta Pinotti a Genova, Graziano Delrio a Reggio Emilia, Dario Franceschini a Ferrara, Maurizio Martina in Lombardia, probabilmente a Bergamo, Marianna Madia a Roma. Valeria Fedeli punta a un posto in Toscana (ma non è detto che sia accontentata) e anche l’idea di avere Beatrice Lorenzin a Prato al Nazareno fa storcere il naso. E a proposito di alleati, Emma Bonino potrebbe essere schierata a Torino, ma non è escluso invece un suo “utilizzo” in Lombardia o Liguria.

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