Bonifici dall’estero, stop alla tassa del 20%

di | 20 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

conti correntiBuone notizie per i correntisti, che scampano all’ennesimo balzello. Con un comunicato stampa e un provvedimento dell’Agenzia delle entrate, il ministero dell’Economia sospende, a meno di 20 giorni dalla sua entrata in vigore, l’obbligo imposto alle banche di applicare alle persone fisiche la ritenuta del 20% sui bonifici in arrivo dall’estero. Ritenute da applicare automaticamente a meno che il contribuente non autocertifichi che le somme arrivate da oltre confine sul suo conto corrente non hanno alcuna natura di compenso reddituale.
Nello specifico, la ritenuta, applicata in chiave antievasione fiscale, secondo via XX Settembre è di fatto superata dallo sviluppo degli ultimi giorni dello scambio automatico multilaterale di informazioni sui redditi di fonte estera dei residenti italiani.
Alla base del nuovo obbligo che sta creando più di un dubbio applicativo c’è l’idea di voler considerare, ai fini della lotta all’evasione, ogni bonifico in ingresso dall’estero e indirizzato a una persona fisica residente, una porzione dell’imponibile da assoggettare a tassazione, a meno di prova contraria che deve essere fornita dallo stesso contribuente che riceve la somma sul suo conto corrente. Tuttavia, l’applicazione delle nuove regole introdotte dal Dl 167/90 e rese operative con il provvedimento n. 2013/151663 del direttore dell’Agenzia delle entrate del 18 dicembre scorso sta creando più di un problema operativo, a partire dalla distinzione, da parte degli stessi intermediari finanziari chiamati ad applicare la ritenuta, delle movimentazioni finanziarie escluse dalla ritenuta. In sostanza, si era già profilata la possibilità di evitare il prelievo con facilità.
Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sospende da subito l’operatività della ritenuta del 20% applicata automaticamente dagli intermediari finanziari. Non solo. Gli acconti eventualmente già trattenuti da banche e istituti di credito saranno “rimessi a disposizione degli interessati dagli stessi intermediari”. Le informazioni sui redditi di fonte estera dei residenti italiani, precisa il Tesoro, “saranno disponibili attraverso il canale dello scambio automatico multilaterale di informazioni”.

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