Bonanni a Renzi: “Ai tagli alle tasse l’abbiamo costretto noi”

di | 10 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

raffaele-bonanniCresce l’attrito tra governo e parti sociali dopo l’intervento del premier Matteo Renzi che, ospite ieri sera a “Che tempo che fa”, ha assicurato per mercoledì l’abbassamento delle tasse, ribadendo di voler prendere le distanze con le pratiche del passato. L’operazione, ha detto il presidente del Consiglio, sarà fatta pensando più alle famiglie che al parere di Confindustria e dei sindacati: “Ascoltiamo tutti ma sappiamo cosa fare. E se (i sindacati, ndr) non sono d’accordo ce ne faremo una ragione”.
Immediata la reazione del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che invita il primo ministro a non “stare sopra le righe” e assicura che “il sindacato non servirà a fare da scendiletto a nessuno: sia chiaro che sarà vigile lo stesso su ogni questione”. In fondo, ha ricordato, sulle tasse il premier è stato costretto a fare quello che chiedeva il sindacato. “Il presidente del Consiglio ha bisogno di tanta collaborazione. A me non piace questa ruggine oramai chiara che c’è tra lui e la Cgil perché non porterà a nulla di buono, né per il governo, né per il sindacato, né per il Paese”, ha sottolineato il numero uno della Cisl.

Sul taglio delle tasse per dieci miliardi di euro annunciato da Renzi, Bonanni ha precisato che “è ciò che abbiamo chiesto insistentemente e credo che Renzi l’abbia fatto perché non poteva fare diversamente. Non tener conto delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati, sarebbe stato per lui una prima sconfitta nella decisione sapendo che ha la campagna elettorale. Forse ecco perché ricerca un po’ di attrito col sindacato. È stato costretto a fare ciò che ha detto il sindacato e quindi ora deve mettersi contro il sindacato per rabbonire alcuni ambienti che gli chiedono invece differenti posizioni e differenti decisioni”.

Per quanto riguarda le misure che la Cisl vorrebbe venissero adottate, Bonanni ha precisato che “sulla cassa integrazione in deroga, la nostra posizione è che va mantenuta in piedi, però va rivisto il meccanismo di copertura. Ci vuole molto più rigore per scegliere il perimetro di intervento e poi di qualificare la linea richiesta. Il governo deve muoversi e affidarsi ad agenzie anche private in modo tale che se i lavoratori ricevono un’offerta a pari qualifiche e rinunciano, perdono l’indennità. È una proposta che facciamo da diverso tempo, il governo non si metta in testa di modificare in piena crisi i meccanismi di copertura perché farebbe solo male alle persone e magari, nell’intento di andare a sostenere non si sa chi, si prendono i soldi solo ai lavoratori. Le casse integrazione in deroga sono pagate dallo Stato, ma la stragrande maggioranza sono pagate dalle imprese e dai lavoratori”.

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