Bitcoin, allarme del presidente dell’Aira, Ranieri Razzante

di | 31 gennaio 2014 | economia | 0 commenti

soldiIl fenomeno dei Bitcoin (pagamento on line con gettoni) sta diventando sempre più popolare tanto che negli Stati Uniti sono scattati i primi arresti per riciclaggio attraverso questa forma di pagamento. Le nuove frontiere del denaro sporco viaggiano così.

Sulla questione è intervenuta l’Aira, associazione antiriciclaggio, che ha sempre manifestato alle autorità di settore la vulnerabilità di questi sistemi di pagamento elettronici considerati a rischio. “La limitazione all’utilizzo del contante, come ho più volte ribadito, non è la soluzione al problema del riciclaggio e evasione fiscale” – ha affermato Ranieri Razzante, presidente dell’Associazione – i dati del fenomeno Bitcoin costituiscono la migliore smentita alle teorie con le quali affrettatamente si demonizza la moneta contante affermandone il principale utilizzo per evadere il fisco o per riconvertire denaro della mafia”.

Il valore di un Bitcoin è pari a circa mille dollari e poiché l’acquisto di questa moneta si ottiene attraverso un software anonimo, è facile immaginare i volumi potenziali che può raggiungere un utilizzo a fine illeciti del bitcoin.

“Oggi in circolazione non abbiamo monete di pari valore – riprende l’esperto, che è anche docente di legislazione antiriciclaggio all’Università di Bologna –  purtroppo ci si preoccupa ancora ossessivamente del cittadino che preleva o versa soldi contanti sul conto corrente e meno di quello che acquista carte prepagate, usa carte di credito,  bonifici bancari verso destinazioni lontane e non giustificabili con la propria attività”.

L’effetto è che  si riduca l’accesso a transazioni quotidiane a chi possiede contante agevolando così individui che si muovono in rete bypassando controlli di ogni tipo. Alla luce di ciò,  Aira auspica che “i legislatori comunitari e nazionali intervengano sollecitamente sulla limitazione degli scambi virtuali, essendo ormai noto che trasportare contante è molto più rischioso per la criminalità organizzata e per gli evasori fiscali”.

 

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