Berlusconi, ultimo week end prima della Giunta delle immunità. L’ex ministro Rotondi sfida Renzi

di | 6 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Berlusconi, ultimo week end prima della Giunta delle immunità. L’ex ministro Rotondi sfida Renzi

senato-della-repubblica-2013Ultimo week end prima dell’attesissima seduta del 9 della Giunta delle Immunità che dovrà esprimersi sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Il Pdl ha ribadito la richiesta all’alleato di governo Pd di valutare le obiezioni alla costituzionalità della legge Severino, ossia della norma che sancisce l’ineleggibilità o la decadenza dei condannati in via definitiva per una serie di reati. Legge che il Partito Democratico ha fatto sapere di ritenere “pienamente costituzionale”, chiedendo al centrodestra di disgiungere il destino del governo di coalizione da quello del Cavaliere.
Sono dunque ore di forte tensione per gli equilibri del governo delle larghe intese.
Dopo la presa di posizione informale del Colle è intervenuto il vice Angelino Alfano, il quale, sul suo profilo Facebook, ha riportato le parole pronunciate oggi a Siracusa: “La fiducia del presidente della Repubblica Napolitano è ben riposta nel presidente Berlusconi che è il leader politico che da due anni sostiene governi che non sono guidati né da lui né da esponenti del Popolo della libertà”. Prima il governo Monti e adesso il governo Letta”. In particolare, dice Alfano, “quest’ultimo governo, in particolare, è stato fortemente voluto dal presidente Berlusconi e dal Popolo della libertà, mentre il leader del Partito democratico indugiava in improbabili accordi con i grillini e faceva di tutto per far perdere tempo al Paese”.
Per il presidente della commissione Finanze della Camera e coordinatore dei dipartimenti del Pdl Daniele Capezzone “chiunque consideri con onestà intellettuale le vicende di questi mesi deve riconoscere a Silvio Berlusconi una disponibilità estrema, oltre ogni limite. Ora, però, non si può chiedere responsabilità solo a lui (che l’ha sempre avuta), mentre la sinistra spara tentando di colpire lui e i milioni di suoi elettori. È il momento dei fatti, per chi è in grado di determinarli, e non delle parole o delle manovre dilatorie”.
Mentre le forze politiche litigano c’è chi si spinge ad ipotizzare i possibili scenari. Dalla rilevazione settimanale Tecnè per Sky Tg24 che, questa settimana ha testato la forza di Enrico Letta, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi ponendoli in competizione diretta tra loro, come se fosse un ballottaggio, emerge che il sindaco di Firenze, per quanto inviso ad una parte del Pd, vincerebbe secco sia contro Silvio Berlusconi che contro Enrico Letta se vi fosse una scelta popolare diretta del premier. Renzi avrebbe un vantaggio di 18,3 punti su Silvio Berlusconi e di 8,1 punti su Enrico Letta, mentre tra Letta e Berlusconi il vantaggio a favore del Presidente del Consiglio è di 8,5%. Dal punto di vista delle dinamiche del consenso Renzi, oltre che nell`ambito del centrosinistra, incide positivamente soprattutto nell’area del non voto e degli incerti che si attestano al 38,9% quando il confronto è con Silvio Berlusconi. Quando il confronto è tra Enrico Letta e Silvio Berlusconi la quota di incerti e potenziali astensionisti sale di oltre 10 punti, attestandosi al 49,1%. L’area del non voto aumenta ulteriormente quando il confronto propone i due leader del centrosinistra, ma in questo caso il bacino è alimentato soprattutto da elettori di centrodestra.
Dunque l’avversario da battere è il primo cittadino tifoso della Viola. L’ex ministro Gianfranco Rotondi si propone come possibile leader del centrodestra: “Ho confermato a “Klauscondicio” – si legge in una nota – la mia candidatura a premier per le prossime elezioni politiche. Sfido Renzi perché è giusto che anche il centrodestra abbia in campo una nuova possibilità. Ho dato a Berlusconi la mia disponibilità”.

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