Berlusconi spinge verso il voto ma Napolitano resiste, si va verso un incarico esplorativo

di | 29 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Berlusconi spinge verso il voto ma Napolitano resiste, si va verso un incarico esplorativo

berlusconi“Le mie vicende non c’entrano” – dice il Cavaliere. Ma è chiaro a tutti quanto possano aver influito la decisione della Giunta per le elezioni sulla decadenza dallo scranno di senatore e la  circostanza che si avvicinano i tempi della esecuzione della condanna inflittagli dalla Cassazione. Dopo l’invito ai suoi ministri di abbandonare la compagine del governo l’ex presidente del Consiglio rompe il silenzio con una telefonata a una manifestazione di Forza Italia a Napoli. I toni sono quelli di sempre. Il vecchio leone si dice “pronto alla battaglia, non sono stanco di combattere”. E aggiunge: “Non accetteremo la responsabilità per l’aumento delle tasse. Sono venute meno le condizioni di sostegno a questo governo, ci siamo trovati davanti a una sinistra che continua a mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Berlusconi ha, perciò, chiesto “elezioni al più presto possibile, le vinceremo”.
Una richiesta che sembra destinata a fare la stessa fine della grazia per per tanto tempo i suoi sostenitori hanno chiesto. Il presidente della Repubblica vuole provare a mantenere in vita la legislatura. “Siamo in una fase un po’ criptica – dice ai giornalisti – cercherò di vedere se ci sono le possibilità per il prosieguo della legislatura, procederò con una attenta verifica dei precedenti di altre crisi, a partire dalla crisi del secondo governo Prodi”. Dunque si prospetterebbe un mandato esplorativo ad una personalità di spicco non diretta emanazione dei partiti. Dopo le dimissioni di Prodi a seguito della mancata fiducia al Senato, il presidente affidò a Franco Marini un mandato esplorativo. Solo una volta che sia stata verificata l’impossibilità di arrivare a una nuova maggioranza, il Colle potrebbe sciogliere le Camere.
Partita chiusa? A far discutere sono le prese di posizione di ministri del Pdl. Maurizio Lupi, ex titolare dei Trasporti, attacca i falchi: “Così non va. Forza Italia non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti. Noi vogliamo stare con Berlusconi, con la sua storia e con le sue idee, ma non con i suoi cattivi consiglieri. Si può lavorare per il bene del Paese essendo alternativi alla sinistra e rifiutando gli estremisti. Angelino Alfano si metta in gioco per questa buona e giusta battaglia”.
Gli fa eco Gaetano Quagliariello che parla di “partito geneticamente modificato” e soggiunge: “Se Forza Italia sarà solo una riedizione di Lotta Continua del centrodestra ne prenderò atto e mi dedicherò, magari, a creare il Napoli Club del Salario”.
Anche Beatrice Lorenzin la pensa allo stesso modo: “Silvio Berlusconi è un perseguitato e il suo dramma personale è diventato il dramma di tutti noi, ma non giustifico né condivido la linea di chi lo consiglia in queste ore. Questa nuova Forza Italia sta dimostrando d’essere molto diversa da quella del ’94. Manca di quei valori e di quel sogno che ci ha portati sin qui. Ci spinge verso una destra radicale in cui non mi riconosco, chiude ai moderati e li mette fuori senza alcuna riflessione culturale, segnandoli come traditori”.
Sul caos di queste ora interviene una nota ufficiale della Presidenza dell’Azione cattolica: “La politica e soprattutto alcuni dei suoi massimi protagonisti sembrano sempre più abdicare a principi connaturati alla gestione della res pubblica, alla ricerca del bene comune, preferendo perseguire i propri obiettivi per vie traverse, “salvare la pelle” ad ogni costo, senza preoccuparsi di proporre al Paese idee e programmi veri per affrontare la crisi economica e sociale, senza parlare ai giovani delle loro speranze e aspettative. La politica ha cessato di essere l’arte del governo della società ed è diventata, in uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana, il luogo del tatticismo più esasperato che allontana chi ne nutre una concezione più nobile e attira chi sa nuotare nel mare delle meschinità dei piccoli interessi di parte”.
Un attacco senza precedenti. A fronte di un quadro disastroso: “In Italia, i numeri della povertà sono in netto aumento. I dati più recenti parlano di circa 10 milioni di persone in condizione di povertà relativa e altri 5 in povertà assoluta. Questo significa che 10 milioni di italiani vivono con 500 euro al mese e altri 5 milioni con meno, visto che la povertà assoluta si misura in termini di beni e servizi di base necessari a garantire una vita dignitosa. Un recente rapporto denuncia che i redditi familiari sono ai livelli di 25 anni fa, mentre le spese obbligate – dalla casa alla scuola e alla salute – sono più che raddoppiate. Per 100 euro spesi nel 1992, oggi ne servono 160, a fronte di salari e pensioni praticamente rimasti invariati in termini di potere d’acquisto. Solo negli ultimi 3 anni tra i giovani si è perso 1 milione di posti di lavoro”. Di qui l’appello “a quel che resta della nostra classe politica, alle sue forze migliori chiediamo con forza di governare il Paese, di adoperarsi in modo adeguato, giusto e di largo respiro mediante interventi mirati a tutela innanzitutto delle situazioni più gravi, di promuovere condizioni di vita più solide per le famiglie e di garantire un futuro per le prossime generazioni. È questo il suo mandato, e non può essere più eluso”.

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