Berlusconi a “Tempi”: io sotto attacco da 20 anni, se il governo va a picco non è colpa mia

di | 22 agosto 2013 | politica | Commenti disabilitati su Berlusconi a “Tempi”: io sotto attacco da 20 anni, se il governo va a picco non è colpa mia

berlusconi_silvio“Possono farmi tutto, ma non possono togliermi tre cose: il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana, quello di animare e guidare il movimento politico che ho fondato e quello di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finché questi cittadini liberamente lo vorranno”. Da questo parole emerge tutto il travaglio interiore di Silvio Berlusconi, da protagonista della scena politica italiana a condannato in via definitiva affidato ai servizi sociali (nella migliore delle ipotesi) o, se lo vorrà, agli arresti domiciliari. Per un uomo come lui che ha raggiunto l’apice del potere la prospettiva di vedere ristretta la sua libertà, anche se in misura notevolmente attenuata, è sempre e comunque un dramma. Ben si comprende, perciò, il contenuto della intervista che il leader del Pdl ha rilasciato al settimanale “Tempi” in edicola dal 5 settembre.

“In questo passaggio della vita pubblica italiana – si legge in un’anticipazione – è  in gioco molto più che il destino di una persona. Se si trattasse solo di questo, allora sarebbe un problema solo per me. Siamo all’epilogo di quella guerra dei vent’anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l’ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere”. “Inoltre – ha aggiunto il fondatore di Forza Italia – sono stati aggrediti alcuni principi di fondo che tutti dovrebbero avere a cuore, a partire dai nostri avversari politici, se fossero davvero democratici: il rispetto dei milioni di elettori che hanno votato per me e che non possono subire una simile discriminazione, il diritto alla piena rappresentanza istituzionale del primo partito italiano, il fondamentale diritto di scelta dei cittadini rispetto al Parlamento e quindi rispetto al Governo. E tutto ciò nei confronti di un cittadino che ha subito una sentenza infondata, ingiusta, addirittura incredibile”. Non poteva mancare un riferimento alla sorte del governo delle larghe intese, sempre più in bilico: “Diranno che e colpa mia se i ministri del Popolo della libertà valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l’altro a mare, di chi è la colpa se poi la barca sbanda?”.

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