Beni culturali allo sbando, saltata la trattativa Mibac-sindacati

di | 15 novembre 2013 | cultura | 0 commenti

PantheonBeni culturali, la trattativa tra sindacati e Ministero è saltata. “La latitanza della parte politica – si legge in un comunicato stampa di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Confsal-Unsa, Ugl-Intesa – provoca la rottura della trattativa”. I sindacati denunciano una “situazione gravissima: dopo 6 mesi di vertenza e di fronte all’urgenza di riorganizzare un settore strategico per il Paese, c’è addirittura il rischio che i lavoratori si trovino definitivamente tagliato il fondo per la produttività, con la conseguenza di vanificare tutti gli sforzi per mantenere l’offerta culturale e la fruizione del patrimonio storico, artistico e documentale”.

“Il tentativo di ridurre i fondi storici a lavoratori già sottoposti al blocco contrattuale è inaccettabile -rincarano i sindacati – così com’è inaccettabile che i vertici politici del Ministero si nascondano dietro la struttura e non si presentino agli incontri con i rappresentanti dei lavoratori. È l’ennesima fuga dalle responsabilità”.

“Basta chiacchiere e basta rinvii” – tuonano ancora le organizzazioni sindacali, che annunciano l’intensificarsi della mobilitazione: “A questo punto pretendiamo che il ministro Bray convochi immediatamente un tavolo politico sulla riorganizzazione del Ministero e sui tanti problemi che impediscono al settore dei beni culturali di essere il traino della crescita economica e sociale”.

Per i vertici di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Confsal-Unsa e Ugl-Intesa “c’è una questione organizzativa che vuol dire programmazione, investimenti,ricognizione delle competenze, valorizzazione dei beni, progetti di rilancio. E poi c’è un problema di relazioni sindacali ridotte ai minimi storici. Ecco perché vogliamo il tavolo politico. Per parlare di progressioni ferme da anni, di riqualificazione del personale, di reclutamento degli idonei ai concorsi, di formazione e di professionalità necessarie per migliorare i servizi all’utenza. Punti concreti sui quali lavoratori e cittadini si aspettano risposte serie e immediate”.

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