Banca Etruria, Consob: taciute criticità ai risparmiatori

di | 14 dicembre 2017 | attualità, economia | 0 commenti

La Consob bacchetta Banca Etruria per non aver informato i risparmiatori delle criticità.

Nel 2012-2013, Banca Etruria “ha operato e sollecitato il pubblico risparmio attraverso offerte, in assenza di un quadro informativo corretto e completo circa la reale situazione di criticità in cui si trovava”. Lo ha affermato il vice dg della Consob Giuseppe D’Agostino dinanzi alla Commissione d’inchiesta sulle banche secondo cui “le operazioni per complessivi 320 milioni di euro, sono state effettuate, tacendo le rilevanti criticità e anomalie”. “Criticità di cui Etruria aveva avuto piena consapevolezza,anche a seguito delle indicazioni ricevute da Bankitalia, già a partire da luglio 2012″.

La Consob ha conosciuto alcuni rilievi della Banca d’Italia nei confronti di Banca Etruria solo a distanza di quattro anni, ha detto D’Agostino. Le carte, afferma, sono state trasmesse dalla Nuova Banca Etruria nel maggio del 2016 e, in un caso, un documento era un rilievo della Banca d’Italia inviato ad Arezzo nel luglio 2012. Sulla base delle carte sconosciute, ricevute l’anno scorso dagli organi della risoluzione, la Consob quest’anno ha irrogato sanzioni agli ex vertici dell’Etruria per 2,75 milioni.

Non emersero elementi “di rilievo” dall’analisi che la Consob effettuò sull’andamento dei titoli di Banca Etruria a fine 2013 quando il titolo perse il 15% in 30 giorni, prima che venissero comunicato al pubblico gli effetti dell’ispezione di Banca d’Italia che imposero pesanti rettifiche e la richiesta di un’aggregazione con un partner si elevato standing, ha affermato D’Agostino.

“Essendosi diffuse alcune indiscrezioni prima del comunicato del 13 dicembre e avendo la quotazione del titolo perso nel periodo 20 novembre – 10 dicembre 2013 circa il 15%, la Conso – ha spiegato D’Agostino – aveva iniziato a svolgere analisi preliminari sull’operatività di intermediari italiani ed esteri, al fine di acquisire informazioni sull’identità dei committenti delle operazioni. Dalle risposte ricevute non sono, tuttavia, emersi elementi di rilievo, atteso che i principali venditori a ridosso dei rumors di inizio dicembre 2013 avevano iniziato la propria operatività già da diverse sedute”.

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