Bambino Gesù, in crescita i casi gestiti dal servizio sociale

di | 11 novembre 2013 | solidarietà | 0 commenti

obg ingressoSono oltre 2500 le famiglie seguite dal sevizio sociale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Un numero triplicato dall’inizio crisi economica: nel 2007 i casi seguiti erano circa 800. In crescita anche i casi di maltrattamento, abuso e abbandono di minori presi in carico dal servizio sociale: un aumento di 7 volte in soli 4 anni (7 casi nel 2009, 51 nel 2012). I dati sono stati resi noti nel corso del convegno “Disagio sociale e periferie esistenziali, riflessioni ed esperienze a confronto”, promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense e il Centro per la Pastorale della Salute del Vicariato di Roma.
L’incontro ha messo a confronto le diverse le professionalità che operano nel sociale – medici, pedagoghi, psicologi, assistenti sociali, giuristi, religiosi – per analizzare l’emergenza delle famiglie con problemi sociali ed economici che si trovano a dover affrontare un lungo periodo di ospedalizzazione del figlio e per proporre strategie di contrasto. Il servizio sociale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, composto da una squadra di assistenti sociali, opera all’interno del servizio Accoglienza della direzione sanitaria. Il gruppo si occupa di valutare la situazione sociale e familiare dei bambini ricoverati, della presa in carico e della dimissione dei lungodegenti, dei minori in condizione di abbandono e dell’attivazione della rete di protezione della famiglia al termine del ricovero. Gli assistenti sociali del Bambino Gesù, inoltre, si inseriscono nel percorso clinico dei piccoli pazienti con sospetto maltrattamento e abuso.

In poco più di 10 anni il numero delle famiglie seguite dal servizio sociale è passato da meno di 400 (erano 390 nel 2001) a oltre 2500 (2.588 lo scorso anno). Il trend crescente delle famiglie con bambino ricoverato che versano in condizioni di disagio sociale ed economico ha subìto un’impennata a partire dall’inizio della crisi economica: nel 2007 le famiglie seguite erano 796, solo un anno dopo il 90% in più, vale a dire 1517. Quasi 2.000, invece, le famiglie seguite nei primi 10 mesi del 2013. Di queste circa il 45% è di nazionalità straniera. Anche il dato che riguarda i nuclei familiari stranieri è in crescita: nel 2001 erano 113, nel 2012 sono arrivate a 1108. Il servizio sociale dell’Ospedale Pediatrico interviene nelle situazioni di maltrattamento, abbandono e abuso. Anche su questo fronte nel corso degli anni si è registrato un significativo aumento: dai 7 casi totali del 2009 (3 maltrattamenti e 4 abbandoni) si è passati ai 51 del 2012 (40 maltrattamenti, 7 situazioni di abuso e 4 casi di minori in condizione di abbandono). Da gennaio a ottobre 2013 sono stati seguiti 26 casi di cui 8 minori in condizione di abbandono e 18 casi di maltrattamento.

Pioniere sul territorio nazionale, il Bambino Gesù ha messo a punto una procedura per lo screening degli abusi basata sull’analisi di indicatori (come ad esempio fratture ripetute o la presenza particolari comportamenti) applicata ad ogni bambino che entra in Ospedale. Questo permette di evidenziare situazioni di potenziale danno prima che diventino ancora più gravi e di programmare l’intervento adeguato.
La crescita esponenziale dei casi di disagio sociale si spiega con l’impatto che la crisi economica, l’aumento delle separazioni e dei casi in cui uno dei genitori deve occuparsi da solo del figlio/figli lontano dal luogo di origine e dal sostegno della famiglia, hanno avuto sui nuclei familiari con bambini in condizioni cliniche complesse e costretti a lunghi ricoveri. Si tratta di un insieme di fattori che altera il normale stile di vita del piccolo e si ripercuote sull’equilibrio familiare, ma anche sulla situazione economica (non di rado càpita che uno dei genitori per rimanere accanto al figlio perda il lavoro).

“Possiamo parlare di una vera e propria “epidemia” di disagio sociale” sottolinea Lucia Celesti, responsabile dell’Accoglienza e dei Servizi alla Famiglia del Bambino Gesù. “Una crescente emergenza  che riguarda non solo le fasce più emarginate della popolazione, ma anche i cosiddetti nuovi poveri. In questa fetta di popolazione bisognosa di attenzione, di sostegno e di cura non sono presenti soltanto o prevalentemente famiglie di immigrati: il fenomeno è sempre più italiano. Secondo i dati del servizio sociale dell’Ospedale, 6 famiglie seguite su 10 sono italiane”. Per contenere e contrastare le situazioni di disagio sociale, il Bambino Gesù ha ideato una serie di strumenti, iniziative e servizi ad hoc. Parte integrante del processo di cura dei bambini è il sistema di accoglienza grazie al quale i nuclei familiari vengono seguiti e supportati da personale dedicato dal momento del primo accesso in Ospedale sino a oltre le dimissioni del piccolo paziente. Attraverso il servizio di Accoglienza, ad esempio, nel 2012 è stato possibile garantire oltre 100 mila notti gratuite in albergo, case famiglia e altre strutture ricettive a più di 4.500 famiglie. Fondamentale per il contrasto al disagio sociale, il lavoro di rete promosso sul territorio da Bambino Gesù, associazioni di genitori, volontari e parrocchie. Si tratta di un progetto di sostegno e “protezione” per le famiglie più fragili nel momento del rientro a casa dopo un lungo ricovero. Nell’ambito di questa iniziativa interreligiosa (viene offerto aiuto a nuclei di qualsiasi fede) si assistono i genitori con molti figli a carico o in condizioni particolarmente disagiate nelle attività quotidiane per alleggerire il loro carico di responsabilità ed evitare che il sistema famiglia vada in tilt.

 

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