Atac, Piccolo (Pd): su risanamento e concordato Raggi mente

“L’ennesima bugia della Raggi getta un’ombra inquietante su tutta la vicenda. Se come confermato da ex assessori e attuali A.D. il risanamento era già in atto all’insediamento della Raggi e della sua giunta, perché i grillini hanno voluto avventurarsi su un percorso così accidentato? La sindaca è stata smascherata e non risponde irresponsabilmente di scelte gravi. Certo a questa domanda gli amministratori M5S nelle prossime ore dovranno rispondere ai cittadini e ai lavoratori”. Così in una nota la consigliera del Pd capitolino Ilaria Piccolo interviene sul risanamento e il concordato dell’Atac.

“L’azienda di via Prenestina sembra essere trascinata sempre più nel pantano – continua Piccolo -. Avevamo avvisato la sindaca che la procedura del Concordato fallimentare rischiava di essere un percorso al buio pieno di insidie. A settembre 2017 avevamo chiesto di avviare un tavolo con Regione e Governo per mettere al sicuro il riordino della società dopo la gestione virtuosa dell’A.U Rettighieri”.

“Oggi al contrario delle affermazioni della Sindaca su Atac nella trasmissione di Santoro: ‘l’azienda era stata lasciata da quelli bravi in una situazione di semi-coma’ apprendiamo invece che quella gestione aveva invertito un trend gestionale negativo – aggiunge Piccolo -. Le allegre gestioni della giunta Alemanno avevano lasciato il passo a risultati economici di gestione positivi. Lo aveva già affermato l’ex assessore Colomban dopo il suo insediamento, lo ha confermato l’attuale Ad Paolo Simioni nella relazione per procedura concordataria inviata a novembre alla sindaca e alla giunta”.

Ieri, sottolinea la consigliera Pd, “in una specie di gioco del cerino, visto il forfait di diversi funzionari di alto rango del Campidoglio la sindaca Raggi si è vista costretta a firmare un’ordinanza urgente per nominare il dott. Giovanni Serra – rivela – dirigente del Comune (già indagato sulla metro C) vice-segretario generale per fargli apporre la sua firma al parere necessario alla deliberazione che approva il piano economico finanziario di Atac in relazione alla procedura di concordato preventivo in continuità. Ora in fretta in furia e senza carte a disposizione si chiede un voto al buio su un piano industriale la cui tenuta non sembra essere solida”, conclude Piccolo.

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