Arriva il robot badante che costerà come una tv

di | 14 aprile 2017 | scienza, società | 0 commenti

Gli umanoidi stanno per invadere le nostre case per prendersi cura degli anziani sempre più numerosi e all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova si sta già lavorando a robot badanti che costino quanto una TV. Il prototipo è già pronto e si guarda al mercato consumer, tanto che l’IIT sta già progettando con Ibm Italia come ‘mandarli a scuola’ per renderli davvero efficienti. “All’Istituto abbiamo robot sofisticati e molto costosi, ma quando abbiamo pensato ai robot assistenti abbiamo progettato un’utilitaria non una Ferrari” afferma all’Adnkronos il fisico Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’IIT di Genova. (VIDEO)

Il prototipo si chiama R1 e l’obiettivo è di “portarlo sul mercato ad prezzo tra 1.500 o 2 mila euro: più o meno il costo di un televisore smart perché non sia un prodotto per pochi ma alla portata di un comune consumatore” scandisce Cingolani. Che ricorda: “Entro 30 anni il 35% della popolazione sarà over 65, sempre più persone avranno bisogno di un assistente”. R1 è alto come un bambino di dieci anni, circa 1,25 mt, pesa circa 50 chili, ha braccia e busto telescopici, cioè si può allungare per raggiungere un pensile, ha un design italiano e, per contenere i costi, è realizzato al 50% in plastica e al 50% in fibra di carbonio e metallo. Nei prossimi 12-18 mesi l’Istituto realizzerà il modello di produzione e commercializzazione su larga scala. Per questo all’IIT ci si sta già preparando alla fase successiva: addestrare R1 all’ambiente in cui dovrà lavorare: badante, infermiere, giardiniere, segretario.

R1 è stato realizzato in tempi record, in soli 16 mesi da una squadra di scienziati e tecnici, e “in così poco tempo il nostro robot assistente ha già dimostrato le sue caratteristiche”, ora, spiega Cingolani, “bisogna iniziare ad educarlo”. Dunque R1 è pronto per ‘andare a scuola’. “Il secondo livello di lavoro su questo umanoide assistente è addestrare la macchina all’ambiente e alle persone con cui dovrà lavorare” e, in questa ottica, indica il numero uno dell’IIt, “c’è lo stesso parallelo che esiste fra computer e software”.

Cingolani, inoltre, annuncia che l’IIt “sta sviluppando pacchetti applicativi di Intelligenza Artificiale per robot segretari d’ufficio, robot badanti, umanoidi giardinieri o infermieri. E con Ibm Italia l’Istituto sta lavorando per sviluppare applicazioni di robotica per una piattaforma R1 per 2-3 casi di utilizzo”. Ma il robot è affidabile? “Vanno progettati con criteri particolari e meno ‘roba’ c’è meno si rompono” scandisce.

“Personalmente -osserva- mi fido ad atterrare su un aereo dall’altra parte dell’Oceano, quindi mi fido di un robot che deve leggere il codice a barre di una medicina e darla al ‘suo paziente’. Difficilmente un robot fa cose strane o non assolve ai suoi compiti che, alla fine, sono ‘marginali'”. “Francamente -taglia corto- mi preoccupa molto di più una rete bancomat che mette il naso in tutti i nostri conti bancari”.

Efficienti ma non solo. Un robot assistente dividerà la sua giornata di lavoro con una persona, spesso anziana, sola ed emotivamente vulnerabile. “Sì, l’aspetto empatico c’è anche perchè i robot badanti devono essere antropomorfi, avere braccia, mani, gambe e occhi. Forse si rischia di affezionarcisi, ma lo stesso accade con il nostro smartphone, finiamo col non poterne più fare a meno, o con la nostra auto o la nostra moto che amiamo come una creatura vera” commenta Cingolani.

Quello che accade, spiega, “è che noi umani mettiamo in atto un trasferimento empatico sulle macchine, loro però non lo fanno con noi. L’uomo ama la sua macchina ma la sua macchina non ama lui”, quindi, esorta, “attenzione perchè anche i robot sono macchine”. “Ed è però proprio questo aspetto -segnala Cingolani- che marca la differenza fra l’umano e l’umanoide: nessuna macchina può provare i nostri sentimenti. Per me è una questione di biochimica, l’essere umano modula risposta fisica e cognitiva, è per questo irriproducibile”.

In ogni caso, avverte, “nei prossimi 5 anni vedremo cose interessanti sui robot”. Il mondo della robotica,. infatti, corre veloce, basti pensare che R1 è nato in poco più di un anno grazie alla collaborazione di una squadra di 22 scienziati e tecnici di Iit guidati da Giorgio Metta, alcuni progettisti industriali dell’area genovese, e un gruppo di industrial & graphic designer. “Certo questa velocità poggia su una tradizione di robotica pluridecennale dell’IIT da cui sono nati il robot cosciente I-Cube o il robot Walkman che cammina e guida la macchina” chiarisce il numero uno dell’Istituto.

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