Appello della Fimaa: ripristinare norme contro affitti in nero

di | 17 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

affitto“Occorre che il governo sani la gravissima situazione di vuoto normativo nella politica di contrasto all’evasione fiscale determinata dalla sentenza della Consulta”. Così Valerio Angeletti, presidente di Fimaa Italia, Federazione italiana mediatori agenti d’affari-Confcommercio, commenta la sentenza della Corte Costituzionale, depositata venerdì scorso, che ha cancellato i commi 8 e 9 dell’artciolo 3 del decreto legislativo 23/2011 per carenza di delega, commi che prevedevano un meccanismo punitivo per i proprietari che avessero omesso di registrare il contratto di locazione o lo avessero registrato con un importo inferiore, con sgravi fino all’80% per quattro anni del canone d’affitto a favore dell’inquilino che avesse denunciato l’illecito.
“E’ necessario che venga promulgata in tempi brevissimi una legge apposita che sani la carenza di delega. Se le norme non verranno ripristinate – continua il numero uno di Fimaa – gli inquilini non potranno più chiedere la riduzione del canone per gli immobili con contratto non registrato, causando un enorme danno alla lotta contro l’evasione fiscale e al settore immobiliare per quanto riguarda la disincentivazione della registrazione dei nuovi contratti di locazione. Inoltre, data la retroattività della sentenza – conclude Angeletti – i contratti ‘ridotti’ in corso si estingueranno automaticamente, anzi è come se non fossero mai esistiti”.

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