Anatema di Papa Francesco contro la corruzione

di | 8 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

Papa FrancescoLa corruzione è un “peccato grave” che “toglie la dignità”. È un vero e proprio anatema contro la “dea tangente”, quello lanciato da Papa Francesco nel corso della quotidiana messa nella residenza Santa Marta. Il Santo Padre ha pregato per i tanti giovani che ricevono il “pane sporco” vale a dire i guadagni frutto di tangente e corruzione.

Il Successore di Benedetto XVI ha preso  spunto dalla parabola dell’amministratore disonesto che gli ha consentito di denunciare “lo spirito della mondanità” che tanto “piace tanto al demonio”.”Qualcuno di voi – ha proseguito rivolgendosi ai presenti – potrà dire: Ma, questo uomo ha fatto quello che fanno tutti!Ma tutti, no! Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del governo… Forse non sono tanti. Ma è un po’ quell’atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita”.

Non è la prima volta che il Pontefice lancia un monito contro i corrotti: “Si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga. l’abitudine alle tangenti diventa una dipendenza”.
L’ex arcivescovo di Buenos Aires è molto sensibile al tema della corruzione. Ne parla diffusamente nel volume “Guarire dalla corruzione”, in cui sostiene che per il peccato esiste il perdono, mentre per la corruzione, no.

La corruzione non rappresenta una somma di peccati, per quanto gravi, e neppure uno dei tanti vizi del cuore. È un male qualitativamente diverso. Il corrotto non si rende conto del proprio stato. Diventa contagioso per la società. La corruzione è una ragnatela che tende a espandersi. Imponendo complicità.

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