Ambasciata Usa a Gerusalemme, 55 morti e 2.400 feriti nelle proteste

di | 15 maggio 2018 | esteri | 0 commenti

La mossa di Trump, contro cui gran parte dei Paesi europei e dell’Onu si erano schierati, ha dato i frutti che il buon senso avrebbe potuto facilmente prevedere, ossia un bagno di sangue. Il processo di pace è seriamente messo a rischio così come lo è la prospettiva di uno Stato palesinese con la mossa degli Usa. La protesta, anche violenta, era prevedibile, e prevedibile anche che le autorità israeliane avrebbero contrastato le proteste in maniera altrettanto violenta.

Gruppi di dimostranti palestinesi hanno abbandonato la zona di confine con Israele e sono rientrati nelle città di Gaza con autobus messi a loro disposizione da Hamas. Lo riferiscono fonti locali secondo cui dirigenti di Hamas parleranno in serata alla popolazione.

E’ intanto salito a 55 il numero dei manifestanti palestinesi uccisi negli scontri con l’esercito israeliano. I feriti sono oltre 2.400, 27 quelli in gravi condizioni.
Ci sono “anche sei minori” tra i palestinesi uccisi a Gaza. Lo afferma Amnesty International denunciando una “ripugnante violazione delle norme internazionali e dei diritti umani”. Tra i feriti, molti sono stati colpiti alla testa e al petto. Oltre 500 sono stati feriti da pallottole. Bisogna porre fine adesso a tutto ciò”, afferma l’Ong via Twitter.

“A Gerusalemme non è stata aperta un’ambasciata ma un avamposto americano”. Lo ha detto, citato dalla Wafa, il presidente palestinese Abu Mazen che ha parlato di schiaffo da parte degli Usa ribadendo che “l’America non è più un mediatore in Medio Oriente”. Abu Mazen ha poi annunciato lo “sciopero generale dei Territori Palestinesi” e tre giorni di lutto per gli uccisi a Gaza.

“Continueremo ad agire fermamente per proteggere la nostra sovranità e i nostri cittadini”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyhau, sui fatti di Gaza. “Ogni paese deve proteggere i suoi confini – ha proseguito -. Hamas, organizzazione terroristica, sostiene che intende distruggere Israele e invia migliaia di persone a violare la barriera difensiva per realizzare questo obiettivo”.

La Turchia ha richiamato per consultazioni i suoi ambasciatori in Usa e Israele. Ankara ha inoltre decretato 3 giorni di lutto nazionale. “Israele è uno Stato terrorista” che “sta compiendo un genocidio”, ha detto il presidente turco Erdogan.

 

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