Allarme smog nel Nord Italia. Torino: “Non aprite le finestre”

di | 20 ottobre 2017 | ambiente, attualità | 0 commenti

È allerta smog nel Nord Italia. “Il problema è conosciuto ed è un problema molto complesso” che “interessa tutte la grandi capitali europee come Londra, Berlino e Parigi. Noi abbiamo un problema più grave degli altri in Pianura Padana anche per la morfologia dell’area che mantiene le polveri sottili. Lì abbiamo bisogno di interventi forti” e “che tutti i Comuni di quella zona li facciano insieme con la stessa determinazione”. Così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, nel suo intervento a “Radio anch’io”, a proposito del problema inquinamento nell’Italia settentrionale.

Ieri, infatti, in Lombardia sono stati segnati sei giorni consecutivi con valori oltre i limiti: superata la media provinciale di 50 microgrammi per metro cubo, secondo quanto segnalato dalle centraline di Arpa Lombardia nelle province di Milano, Monza, Mantova, Bergamo, Brescia; 7 invece in quelle di Lodi e Cremona. La media provinciale a Milano si attesta su 69,9 microgrammi/metro cubo. Da mercoledì, spiega l’Arpa, “la circolazione tenderà gradualmente a mutare per correnti più instabili di origine atlantica, con un primo lieve passaggio perturbato atteso per venerdì”.

A Milano, come su tutta la pianura occidentale della Lombardia, non piove dal 19 settembre e a ottobre risultano 0 mm su gran parte delle stazioni in città, mentre l’anno scorso nello stesso periodo si registravano 42 mm.

Nel capoluogo piemontese, inoltre, è stato previsto il blocco totale della circolazione di tutti i veicoli a motore con qualsiasi alimentazione, eccetto i mezzi ecologici, dopo 20 giorni consecutivi di superamento della soglia di 50 microgrammi al metro cubo delle concentrazioni di polveri sottili nell’aria.
Lo prevedono le misure antismog approvate ieri dalla Giunta Appendino su proposta dell’assessore all’Ambiente, Alberto Unia, in attesa del piano per la qualità dell’aria della Regione Piemonte. Il piano comunale entrerà in funzione venerdì prossimo.

Anche l’analisi delle concentrazioni di Pm10 nei capoluoghi di provincia del Veneto, come già lunedì, ha mostrato come il valore limite giornaliero sia stato superato per più di 35 giorni in tutti i capoluoghi del Veneto a eccezione di Belluno e Verona (35 superamenti da inizio anno).

Per tutti i capoluoghi del Veneto, l’analisi da parte dell’Agenzia regionale per l’ambiente Arpav evidenzia un peggioramento della situazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il limite giornaliero non era stato superato per più di 35 giorni in nessuna delle stazioni di fondo della rete considerata.

In quattro Regioni, ha detto il ministro Galletti, è stato firmato un protocollo con il quale le Regioni “si sono impegnate a fare le stesse azioni al verificarsi di determinate condizioni. Ci siamo incamminati su una strada che in un medio periodo potrebbe dare alcuni risultati”.

“Quello degli autoveicoli è un problema vero italiano – ha continuato -. Abbiamo un parco veicoli molto obsoleto; il problema dell’incentivazione alla rottamazione degli autoveicoli è una misura che bisognerà prendere ed è contenuta nella Sen (Strategia energetica nazionale, ndr). Gli obiettivi di Parigi di riduzione di Co2 sono al centro per la prima volta della strategia”.

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