Allarme Istat: un italiano su tre a rischio povertà

di | 16 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

povertaUn italiano su tre a rischio povertà. È il quadro allarmante emerso nel report dell’Istat “Reddito e condizioni di vita”. Nel 2012, infatti, secondo l’Istituto di statistica il 29,9 per cento (18,2 milioni) delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale.
I dati, il cui indicatore è adottato nell’ambito della strategia Europa 2020, sono riferiti a chi sperimenta almeno una tra queste tre condizioni: rischio di povertà, severa deprivazione materiale e bassa intensità di lavoro.
Rispetto al 2011 l’indicatore cresce di 1,7 punti percentuali, per l’aumento della quota di persone in famiglie severamente deprivate (dall’11,2 al 14,5 per cento), mentre restano invariate, invece, la quota di persone che vivono in famiglie a rischio di povertà (19,4) e quella relativa alla bassa intensità lavorativa (10,3).
Secondo lo studio condotto dall’Istat, l’aumento della severa deprivazione, rispetto al 2011, è determinato dalla più elevata quota di individui in famiglie che non possono permettersi durante l’anno una settimana di ferie lontano da casa (dal 46,7 per cento al 50,8), che non hanno potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione (dal 18 al 21,2), che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 38,6 al 42,5) o che, se volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 12,4 al 16,8).

Riguardo la ripartizione, la situazione è peggiore al Sud. Quasi la metà (il 48 per cento) dei residenti nel Mezzogiorno è, infatti, a rischio di povertà ed esclusione con un aumento della severa deprivazione di più 5,5 punti (dal 19,7 al 25,2 per cento), contro più 2 del Nord (dal 6,3 all’8,3) e più 2,6 del Centro (dal 7,4 al 10,1). Inoltre, il rischio è più alto per le famiglie numerose (39,5 per cento) o monoreddito (48,3). Aumenti significativi, tra il 2011 e il 2012, si registrano tra gli anziani soli (dal 34,8 per cento al 38), i monogenitori (dal 39,4 al 41,7), le famiglie con tre o più figli (dal 39,8 al 48,3), se in famiglia vi sono almeno tre minori.
Infine, rispetto alla media europea, pari al 24,8 per cento, Il rischio di povertà o esclusione sociale del BelPaese è di 5,1 punti percentuali più elevato, come conseguenza della più elevata diffusione della severa deprivazione (14,5 contro una media del 9,9) e del rischio di povertà (19,4 contro 16,9). Inferiori a quelli dell’Italia solo i dati di Bulgaria (49,3), Romania (41,7), Lettonia (36,6), Grecia (34,6), Lituania (32,5), Ungheria 32,4) e Croazia (32,3).

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