Al Teatro Tor bella Monaca Mattia Torre presenta “456”

di | 19 novembre 2013 | teatro | 0 commenti

456Approda al Teatro Tor Bella Monaca diretto da Alessandro Benvenuti  “456” scritto e diretto da Mattia Torre, con Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri

Storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto, il testo è scritto e diretto da uno degli autori-rivelazione della drammaturgia contemporanea, con all’attivo commedie teatrali  (insieme a Giacomo Ciarrapico “Io non c’entro”, “Tutto a posto”, “Piccole anime”, e “L’ufficio”), vincitore nel 2003 del Premio della Rassegna  “Attori in cerca d’autore” con il monologo “In mezzo al mare”, autore del  monologo teatrale “Migliore”, con Valerio Mastandrea e tra gli autori del programma  “Parla con me” di Serena Dandini E poi, dal 2007, con Ciarrapico e Vendruscolo autore della serie televisiva “Buttafuori” e, dal 2007, della  prima,  seconda e terza stagione della serie televisiva “Boris”, per Fox Italia. Con gli stessi autori, scrive e dirige “Boris – il film”, prodotto da Wildeside e da Raicinema. “456” nasce nel 2011, in forma di serie televisiva, all’interno della trasmissione di Serena Dandini “The Show Must Go Off” in onda su La7.

In scena troviamo un padre, una madre e un figlio, ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.

“456  – ricorda Mattia Torre – nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri. Per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. In ogni caso siamo soli, e siamo in lotta. 456 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo protettivo e aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità nei confronti degli altri, il cinismo, la paura. 456 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale”.

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