Al Teatro Tor Bella Monaca Duccio Camerini in “Antonio e Cleopatra”

di | 31 gennaio 2014 | teatro | 0 commenti

antonioecleopatraGrande appuntamento nel primo week end di febbraio al Teatro Tor Bella Monaca. La Casa dei Racconti presenta il ‘classico contemporaneo’ di Duccio Camerini “Antonio e Cleopatra”, uno spettacolo di William Shakespeare nella traduzione di Giovanni Lombardo Radice, con Duccio Camerini, Salvo Lombardo, Tullia Daniele, Barnaba Bonafaccia, la regia di Duccio Camerini, le scene di Fabiana di Marco, i costumi di Livia Fulvio e le musiche firmate da Alchimusika.

“E’ un piacere e un onore per una compagnia come la nostra – sostiene  Duccio Camerini – far parte di questa bella avventura del teatro Tor Bella Monaca. Non è la nostra prima esperienza di gestione, siamo in provincia di Rieti da quasi 10 anni, a fare del nostro lavoro un laboratorio permanente, proprio come contiamo di fare a Tor Bella Monaca tra poco. Portare spettacoli popolari, nel senso meno intellettuale del termine… racconti, che – se ci riusciamo – dovrebbero rendere visibile quello che di norma non si vede… solo a teatro può accadere un miracolo così…”.

In scena non una storia eroica e divina. Una contesa privata, intima, da camera da letto, per fare il punto sull’amore (parola che sempre più ama nascondersi) e lo scontro dei sessi. “La grandiosità di Antonio e Cleopatra – ricorda Camerini-  è il contenitore ideale per raccontare le paure di uomini e donne che invecchiano e un tempo si erano ritenuti unici e speciali. Ecco dunque una commedia/tragedia sulla impossibilità di stare insieme fino in fondo, dove, come già nei Sonetti, la nostra compagnia mette al servizio dell’ immaginario shakespeariano le proprie ricerche sui tanti linguaggi del teatro”.

“Abbiamo scelto – continua – di ambientare il nostro spettacolo appunto in un teatro, dove una compagnia si è riunita per provare Antonio e Cleopatra… un attore-regista, un assistente, un attore en travesti nei panni della fatale regina… da dietro le battute e le azioni dei personaggi, emergono le incertezze e le ansie degli attori… persone che, proprio come tutti, a volte scordano la parte, oppure non la recitano come vorrebbero… Ed emergono sinistre – e sempre più frequenti e inquietanti – coincidenze tra le vite degli artisti e quelle “di carta” dei personaggi…”.

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