Agli evasori fiscali due miliardi l’anno in servizi sociali “rubati”

di | 27 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

iseeOltre al danno la beffa. L’Italia è sempre più in balia degli evasori fiscali, che rubano soldi sulla pelle dei più bisognosi. Ogni anno gli evasori riescono a ottenere due miliardi di euro in servizi sociali, pari al 20% dei dieci miliardi distribuiti con l’Isee (l’indicatore della situazione economica) ai nuclei familiari. Il dato preoccupante emerge da un’analisi di Lef, Associazione per la legalità e l’equità fiscale, dedicata agli effetti dell’evasione sull’Isee.

I contribuenti che non pagano correttamente le imposte, osserva Lef, “oltre a non concorrere a sostenere le spese dello Stato, ottengono un vantaggio nell’accesso ai servizi erogati in base all’indicatore della situazione economica equivalente”. Quindi grazie all’evasione, queste persone, “scavalcano nelle graduatorie i contribuenti che dichiarano correttamente”. Secondo le simulazioni dell’associazione con una evasione di diecimila euro si riesce ad ottenere un vantaggio che può arrivare fino al 70% rispetto a chi, nella identica situazione familiare e reddituale, dichiara tutto.

Inoltre dallo studio di Lef emerge che l’ammontare del reddito evaso incide proporzionalmente sul valore dell’indicatore con un vantaggio competitivo illegale che diminuisce all’aumentare della componente patrimoniale. Questo significa che nel caso di una famiglia con due figli minori e un reddito complessivo di 31.600 euro il vantaggio, con una evasione di diecimila euro, va dal 45% in presenza di un patrimonio basso al 18% con un patrimonio più consistente. In pratica, considerando lo stesso reddito e la stessa evasione, una famiglia in affitto con un patrimonio mobiliare di ottomila euro ha un Isee quasi dimezzato, mentre con un patrimonio mobiliare di 40 mila euro ha un vantaggio illegale del 31%. Lo stesso nucleo se ha una casa di abitazione di 57 mila euro e un patrimonio mobiliare di ottomila euro con diecimila euro di evasione ha un vantaggio illegale del 34%, mentre se il patrimonio mobiliare sale a 40 mila euro il vantaggio scende al 25%. Con una abitazione di 171 mila euro e un patrimonio mobiliare di ottomila euro il vantaggio scende al 22%, mentre aumentando il patrimonio mobiliare a 40 mila euro il vantaggio si attesta al 18%.

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