Addestramento per missioni spaziali estreme con il sole artificiale

di | 13 ottobre 2017 | scienza | 0 commenti

Un sole artificiale brilla in uno dei laboratori tecnologici più avanzati d’Europa, il Centro per la scienza e la tecnologia dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) che si trova in Olanda, a Noordwijk. E’ stato acceso per mettere alla prova i veicoli spaziali che tra non molto dovranno affrontare due missioni davvero estreme: le sonde Solar Orbiter, destinata a studiare la parte più esterna dell’atmosfera solare, e Bepi Colombo, diretta al pianeta più vicino al Sole, Mercurio. Il lancio della prima è previsto nel 2019 e quello della seconda nel 2018.

Ad accendere il sole artificiale in laboratorio sono 19 lampade, ognuna della potenza di 26 kilowatt. “E’ un simulatore unico al mondo, studiato per missioni che pongono nuove sfide, come Solar Orbiter e Bepi Colombo, nelle quali i classici metodi di test non funzionano più”, spiega in un’intervista concessa all’Ansa Tommaso Ghidini, capo della divisione di strutture, meccanismi e materiali dell’Esa.

“In missioni come queste – ha aggiunto – andiamo oltre le condizioni conosciute e per questo abbiamo dovuto costruire e testare una macchina che simula le condizioni che Solar Orbiter e Bepi Colombo incontreranno avvicinandosi al Sole”. Per avere un’idea delle condizioni estreme nelle quali dovranno lavorare le due missioni, basti pensare che se la luminosità che sperimentiamo sulla Terra equivale a una costante solare, quelle che sperimenterà la sonda Bepi Colombo sarà pari a 10 costanti solari e sarà di 10 costanti solari quella che incontrerà Solar Orbiter.

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