Abi: l’Italia è “Nerolandia”, serve l’Unione bancaria

di | 25 novembre 2013 | economia | 0 commenti

evasioneIl Belpaese sembra “Nerolandia” e l’Unione bancaria è un passaggio fondamentale “da realizzare prima dello scioglimento del Parlamento europeo”. Così il presidente dell’Abi, l’associazione che riunisce gli istituti bancari italiani, Antonio Patuelli, intervenuto a un seminario sul sistema bancario.
Secondo il numero uno dell’Abi, “l’Italia deve correggere i suoi difetti quali l’elevatissima evasione fiscale che fa di noi ‘Nerolandia’ e l’alto debito pubblico” in vista della nascita dell’Unione bancaria che completerà il percorso dell’Unione monetaria e doganale. Un compito peraltro facilitato dal fatto che “le banche per la lotta all’evasione hanno le carte in regola essendo le più vigilate d’Europa”.
Per Patuelli dare il via all’Unione bancaria senza correggere questi difetti produrrebbe “un rischio elevatissimo” visto che l’Unione non coinvolgerà solo le banche ma l’intera economia produttiva. “Gli Stati cercheranno di attrarre gli investimenti” e per questo l’Italia deve “senza sciovinismi, alla pari di Francia e Germania partecipare alle decisioni” evitando le penalizzazioni del proprio sistema del credito. “Per ora le regole messe a punto dalla Bce riconoscono i nostri sforzi – sottolinea – vedremo la loro attuazione”.
Tuttavia per il presidente dell’Abi, con l’Unione bancaria europea “ci sono potenzialità ma ci sono anche altissimi rischi. Ci sono tante potenzialità di segmento che l’unione può portare – ha osservato – però bisogna far passare un concetto: che l’Unione bancaria non è una variabile indipendente che riguarda solo le banche, l’unione bancaria riguarderà la pienezza delle economie dei paesi membri, esattamente come l’unione monetaria e quella doganale hanno stravolto le economie nazionali. Il problema per l’Italia ancora elevatissimo è che non vi è questa percezione”. “Se l’unione bancaria darà uno stimolo all’Italia per correggere diverse abitudini nefaste sarà una potenzialità, se si sovrapponesse ad alcune caratteristiche” radicate, avverte Patuelli, sarebbe invece un guaio. A chi gli chiedeva se l’Italia potrà sottrarsi all’Unione bancaria, il presidente dell’Abi ha risposto: “No, perché altrimenti dovremmo sottrarci contemporaneamente all’unione monetaria e alla libera circolazione delle persone e delle merci, dovremmo tornare a trenta anni fa, ovvero alzare barriere doganali fortissime sottraendoci alla fase di globalizzazione alla quale nemmeno le dittature riescono a sottrarsi”.
Tornando a “Nerolandia”, Patuelli bacchetta il governo Letta: le politiche fiscali finora varate sono poco innovative. Difendendo la categoria, infine, fa presente che “sottrarre liquidità alle banche finisce per sottrarli alle imprese”.

 

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