A Salerno il Laboratorio nazionale di Nuova economia

di | 2 dicembre 2013 | economia | 0 commenti

Pier Paolo BarettaUn viaggio nell’economia che lavora per il bene comune. Il 10 dicembre a Salerno si terrà l’appuntamento conclusivo del Laboratorio nazionale di Nuova economia, dal titolo “Ricostruiamo il futuro – da Antonio Genovesi alle buone pratiche di impresa civile”. All’evento è prevista la partecipazione del sottosegretario Pier Paolo Baretta (nella foto). Il Laboratorio – che riunisce dieci organizzazioni impegnate nella promozione di una nuova economia – dopo aver visitato nell’arco di un anno e mezzo di lavoro un numero significativo di buone pratiche imprenditoriali, ha deciso di restituire la grande ricchezza incontrata e di testimoniare che in Italia esiste ed è in crescita un modo di fare impresa innovativo capace di conciliare interessi del privato e della comunità, coniugando le esigenze di reddito e il rispetto dei diritti sociali e ambientali per la costruzione del bene comune. A 300 anni dalla nascita di Antonio Genovesi questa economia di stampo civile può generare un nuovo sviluppo.

Nel Gran Salone del Genovesi, Camera di Commercio, via Roma 29, dalle 9 alle 13.30, si svolgeranno i lavori, aperti da Soana Tortora, coordinatrice di Solidarius Italia. Tra gli interventi segnaliamo quello di Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica. Sarà possibile seguire l’appuntamento in diretta streaming sul sito http://www.bancaetica.it o su twitter seguendo #nuovaeconomia. Durante l’incontro saranno presentati i risultati della ricerca sulla Nuova economia in Italia. Una vera e propria mappatura delle esperienze che – al di là della forma giuridica di onlus, associazione, ong, cooperativa, srl, etc – danno vita a modelli innovativi di imprese al servizio di tutta la collettività. Lo studio individua nel concetto di “comunità” la chiave fondante di questa nuova economia. La terza via tra il modello capitalistico fondato su mega-aziende e il modello fondato sulle Pmi (che fanno più fatica in tempi di crisi) sta nello sviluppo di comunità di piccole imprese che interagiscono sui territori in un’ottica di collaborazione e non di mera concorrenza per realizzare il bene della collettività tramite l’erogazione di servizi e la creazione di lavoro, anche per i soggetti svantaggiati, nel rispetto dell’ambiente.

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