A Roma la “sana pazzia” dei volontari vesuviani

di | 7 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

Hanno recuperato e reso fruibile alla collettività la vecchia stazione ferroviaria della loro città, da tempo abbandonata al proprio destino, rifugio di tossicodipendenti e disadattati. Eppure i volontari dell’associazione “La stazione”, guidati dal loro vulcanico presidente Vincenzo Martire, anziché essere aiutati dalle istituzioni del territorio, hanno avuto molte grane. L’atteggiamento, non certo di favore, non li ha per nulla scoraggiati. Al contrario, di fronte alle avversità, i componenti del sodalizio hanno trovato la forza per superare gli ostacoli e diventare un esempio di “buona pratica” nel territorio della provincia di Napoli. Nei giorni scorsi Martire ha partecipato alla manifestazione “Volontario prima persona plurale” che si è svolta al Teatro Ambra Jovinelli di Roma per celebrare la 28°

Giornata internazionale del volontariato e l’Anno Europeo dei Cittadini 2013 con la partecipazione di numerose personalità del mondo politico ed istituzionale, tra cui il ministro Enrico Giovannini. Il capo dei volontari vesuviani ha scelto un modo senza dubbio originale per segnale la propria presenza, nel senso che ha indossato una eccentrica maglietta con il numero 22. “La Voce sociale” lo ha intervistato nel corso della manifestazione.

Presidente come mai indossa questa maglietta particolare?

Questa maglietta nasce dalla consapevolezza che per fare quello che abbiamo fatto a Boscoreale (Napoli), recuperando dal degrado la vecchia stazione ferroviaria (oggi centro polivalente e location di numerose iniziative socio-culturali e ricreative) serve una sana follia.

 Perché il numero 22?

Nella cabala il 22 è il numero della pazzia. Per fare quello che abbiamo fatto serve una sana pazzia, senza avere paura, senza essere condizionati dal mondo esterno e della politica. Non a caso, nonostante la politica, siamo andati avanti.

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