A Boscoreale la rinascita di un bene comune grazie al volontariato

di | 2 ottobre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su A Boscoreale la rinascita di un bene comune grazie al volontariato

stazioneNel popoloso comune di Boscoreale, nell’hinterland napoletano, che molto spesso finisce sotto i riflettori della cronaca per episodi di degrado e violenza, un’associazione culturale che si è resa protagonista di un piccolo grande miracolo civico, riattando, con il placet di Rfi, la vecchia stazione ferroviaria in disuso e trasformandola in un centro polifunzionale per attività culturali e ricreative (nella foto la struttura come appare oggi) – sta conducendo, in solitudine, una battaglia contro la fredda burocrazia.

Il motivo? Il Regolamento comunale concernente i requisiti per l’iscrizione all’Albo delle Associazioni – strumento indispensabile per concorrere alla distribuzione di fondi pubblici – richiede una serie di adempimenti che rendono la vita difficile ai volontari.

inaugurazioneDi qui la protesta, come di consueto, civile ma serrata: “Pur conoscendo le nuove norme introdotte nel Regolamento – scrive il presidente Vincenzo Martire (nella foto accanto mentre taglia il nastro) in una lettera al sindaco della cittadina vesuviana, Giuseppe Balzano ed alla Prefettura di Napoli – la nostra associazione culturale “Stella Cometa – La Stazione” ha deciso deliberatamente di non ottemperare a quanto richiesto e non ha inviato nessuna documentazione al Comune di Boscoreale”. “La nostra associazione – continua  – è regolarmente iscritta nel Registro Regionale delle associazioni di promozione sociale della Campania. Per questa iscrizione non è stato necessario inviare alla Regione Campania nessuna delle dichiarazioni richieste dal Comune di Boscoreale. Con la presente chiediamo formalmente di modificare il Regolamento Comunale in oggetto e renderlo omogeneo a quello di altri Comuni, come ad esempio quello del Comune di Torino”. 

La missiva si chiude “con la speranza che le Istituzioni possano affiancare i volontari della Stazione di Boscoreale e sostenerli concretamente nelle loro attività di promozione sociale, culturale e ambientale”.

E in effetti i coraggiosi componenti del sodalizio boscorealese il diritto di essere ascoltati e aiutati dalle istituzioni lo hanno guadagnato sul campo, lavorando sodo per rimettere in sesto uno spazio che era completamente abbandonato al suo destino, dando vita ad una serie innumerevole di attività come corsi di artigianato, di ceramica, di informatica, di fumetto e disegno, di ballo, di lingue, di tammorra.

Sono state realizzate, inoltre, una piccola biblioteca, una sala multimediale ed una sala per la proiezione di film, per dibattiti, feste, concerti e per ogni altra attività utile alla crescita sociale e culturale di tutta la comunità.

“Quella vecchia e malandata stazione – si legge sul sito del sodalizio – è forse un simbolo scomodo, poiché alcuni cittadini temerari, facendo tanti sacrifici, hanno dimostrato che esiste ancora qualcuno che può occuparsi della gestione di un bene comune senza ricavarci nulla di personale e senza sperperare”.

Parole pesanti come pietre che, però, dovrebbero indurre ad una pacata riflessione quanti, in tutti questi anni, non hanno agevolato il cammino dei volontari. Per fortuna non è mai troppo tempo per rimediare. E il nuovo sindaco potrebbe fare molto.

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